5. Nuddu, ammiscatu cu nenti.

Era molto raro che Bestiale pranzasse con me e Fulvio. Ma un giorno di fine estate del 2020, durante uno dei suoi rapidi passaggi da Palermo, passò dal nostro ufficio a mezzogiorno, tutto pimpante. Quel giorno ci voleva offrire un bel pranzetto a un ristorante di pesce che conosceva lui.

Mentre gustavamo specialità marinare su piatti di cartone sotto un cielo azzurrissimo, cullati da una piacevole brezza che dissipava i gas di scarico, parlando forte sopra il rumore di fondo del traffico, ‘U Prufissuri ci fece una serie di annunci. Cominciando da me.

“Romano, ci sono novità per il tuo dottorato.”
Poco dopo la laurea infatti avevo già ripreso in mano i libri per prepararmi all’esame di ammissione al dottorato di ricerca. Avevo recentemente ricevuto la comunicazione del calendario, la prima prova scritta era prevista per il mese dopo.
Mesto risposi “Sì ho saputo anch’io la composizione della commissione. Si mette male, vero?”
“Eh? Ah sì, la commissione è fatta. C’è la dolce Betancourt, c’è anche quell’altro lestofante del Merisena. Quei due se ti mettono le mani addosso ti fanno vomitare sangue dal culo, in mio onore. Mi sono già sbilanciato troppo al tuo pre-laurea per assicurarmi che prendessi la lode, perchè se non la prendevi eri fottuto per qualunque selezione accademica per il resto della tua vita; e se già mi consideravano come la peste prima, figuriamoci adesso. Stavolta non sarò in commissione, e il membro esterno sarà l’Innominabile in persona. Non so cosa ci sia dietro ma chissà, forse davvero è per rompere i coglioni a me, e in tal caso dovresti davvero esserne lusingato, se ti stimano così tanto da temere di non riuscire a farti fuori da soli. Certo, Lui a Palermo ci torna sempre volentieri, ma uno di quel livello che fa il commissario per dei posti di dottorato… E’ un po’ come se il Papa venisse alla tua parrocchia per farti la comunione.”
Ero ancora più mesto alla conferma delle mie interpretazioni. Sapevo che il membro esterno (e presidente) della commissione era l’antico fondatore del Palermo Institute for Advanced Studies, la cui stessa creazione negli anni ’80 era stato un impressionante sfoggio dei suoi agganci nelle alte sfere; si era poi spostato a Roma per ruoli di sempre più alto prestigio e potere, e sempre più frequenti apparizioni alla RAI. Di quell’uomo tutti, nell’ambiente accademico italiano, mormoravano malignità e aneddoti incredibili. Si diceva a bassa voce che ‘U Prufissuri, uno dei suoi primi studenti e di tutti il più promettente, era stato un suo protegé a un certo punto della sua carriera, e si era personalmente attivato per farlo tornare dalla Germania alla sua Alma Mater. Poi era successo qualcosa, e adesso bastava menzionare quel nome in sua presenza per fare andare di matto ‘U Prufissuri. In presenza di Bestiale, solo Bestiale poteva iniziare un discorso che avesse a che fare con l’Innominabile.
“Ma allora cosa mi consigli? Faccio domanda anche in altre università? Anche all’estero? Me la scriveresti la lettera di supporto?”
‘U Prufissuri sembrò molto infastidito al balenare dell’idea che fossi disponibile a lasciare la sua ala protettiva. “Fammi parlare, Romano, perchè ti volevo dire: congratulazioni, puoi smettere di studiare. Da ottobre sarai un dottorando.”
Esterrefatto, riuscii solo a dire “Uh?”
“Il concorso è per i posti finanziati sul budget dell’università. Ma c’è un altro modo di essere ammessi al dottorato al Palermo Institute for Advanced Studies: avere fondi speciali da fonti esterne. Il professore beneficiario del finanziamento seleziona chi gli sembra migliore, in completa indipendenza, poi presenta il CV del candidato a una riunione del Consiglio di Corso di Laurea, e si mette ai voti. Una pura formalità.”
“Scusa, e i tuoi colleghi che ti vedono come la peste non voteranno contro?”
“Sì e poi come lo spiegano al ministero che rifiutano un’iniezione di fondi esterni, con il clima attuale? Uno dei criteri principali di valutazione dei dipartimenti è l’attrattività rispetto a finanziamenti esterni, e loro sono cronicamente con l’acqua alla gola da questo punto di vista. Si discuterà per ore del tuo caso, e un po’ meno della metà dei miei colleghi voterà contro, perchè il messaggio sia chiaro, ma come ho detto è tutta una formalità, parte del gioco. Qualcuno si asterrà e con stretta maggioranza sarà riconosciuto l’ovvio, cioè che non c’è motivo per rifiutare questo finanziamento a una delle linee di ricerca in corso nell’istituto. Accettato quello, non hanno nessun motivo di mettere il veto sul tuo specifico nome. Tanto se non sei tu sarà comunque qualcuno scelto da me. E loro non hanno niente contro di te, visto che sei noto come uno dei migliori studenti da anni a questa parte. Ti danneggiano solo se questo può rompere le palle a me.”
“Ah capisco. Beh comunque se non ti secca io nel dubbio continuo a studiare fino a quando la cosa non è ufficiale…”
Ero sempre stato sospettoso delle pure formalità. Fece una smorfia di disapprovazione poi abbozzò.
“Certo, certo. Comunque, spero che a te piaccia vivere a Ginevra.”
“Eh? Boh, penso di sì. Il posto è basato lì?”
“Sì, è una delle condizioni del finanziamento, e sembra che ci tengano davvero. Ovviamente saresti pagato congruamente con il costo della vita a Ginevra. La borsa di dottorato italiana è meno del sussidio di disoccupazione svizzero, ma questa è una borsa di livello svizzero, e ovviamente esentasse. D’altra parte, lì un piatto alla mensa costa più di quanto spenderemo in tre qua oggi.”
Non mi sembrava un confronto particolarmente impressionante, visto il luogo che aveva scelto per il pranzo.

Fulvio si intromise: “Sergio, senti un po’, ma quant’è grosso questo finanziamento?”
“Bof. Abbastanza da pagarci due dottorandi – Romano e uno che cercherò con un bando internazionale – e un post-doc, tutti con salario di livello CERN. E un complemento di salario al Principal Investigator, cioè io. Più qualche spicciolo per andare a conferenze e comprare qualche computer. Non sono grandi cifre però se nel primo periodo li faccio contenti poi c’è il potenziale per altri fondi con la stessa fondazione. Si chiama Fondazione Beate Pauli e c’è una storia veramente buffa dietro, sentite qui: fu fondata dalla figlia di Wolfgang Pauli, Beate, dopo che …”
Fulvio non sembrava interessato alla storia. “E senti Sergio, com’è che non hai pensato a proporre la borsa post-doc a me? Spero che te lo ricordi quand’è la data di scadenza del mio assegno di ricerca. Te lo ricordi, vero?”
Aveva un’aria decisamente poco divertita. Ma Bestiale non si scompose.
“Sei interessato? Te ne volevo parlare più tardi da soli, ma sono contento che tiri fuori l’argomento tu. Non c’è problema a parlarne adesso. Esitavo, perchè è da anni che mi dici che non vuoi più lasciare l’Italia. E su questo punto mi è stato detto molto schiettamente che non possiamo fare giochetti, loro vogliono che tutti i beneficiari del mio grant siano basati al 100% al CERN. E che possono controllare.”
“Sì è vero che preferirei stare qua, però sempre meglio che disoccupato. Soprattutto con il salario di livello CERN, come dici tu. Caterina capirebbe, penso che riuscirei a convincerla a seguirmi se è per un tempo limitato. Anche se lo so che non è un buon momento per gli stranieri che cercano lavoro in questo momento storico, nè in Svizzera nè in Francia… Ma penso che al peggio potremmo vivere in due su quel salario.”
“Guarda Fulvio, se tu mi dici che sei disponibile io ne sono solo contentissimo. Primo perchè lavoreremmo meglio insieme se stai vicino a me al CERN, e poi perchè così non devo perdere tempo a cercare uno valido. O a cercarti un’altra forma di finanziamento quando ti scade l’assegno di ricerca del Palermo Institute for Advanced Studies. Che poi magari vinci il Concorsone e questa borsa la posso dare a un altro!”
Fulvio rise per cortesia, ma con l’aria amara. Il Concorsone era un concorso nazionale per alcuni posti fissi nell’Ente Nazionale, veniva bandito in media ogni 5 anni e tutti i post-doc italiani sia in patria che nella Diaspora erano già in fibrillazione per il prossimo, ritenuto imminente.
“Comunque ne parlo con Caterina e ti dico sì o no al più presto.”

Il padrone della trattoria ci interruppe per insistere che provassimo le polpettine di pesce spada.
Quando si allontanò, ‘U Prufissuri lanciò il secondo annuncio.
“Sapete cosa? A partire da gennaio sarò il prossimo convener del gruppo Exotica di L3P. Ancora non è ufficiale, ma ho saputo che ieri il Management Board ha mandato la lista dei nuovi convener al Collaboration Board, quindi è fatta, manca solo l’annuncio.”
Fulvio era profondamente impressionato. “Sergio, congratulazioni! Ma è pazzesco, veramente pazzesco!”
Io non ero ancora molto addentro al gergo e alla struttura del grande esperimento. “Cos’è un convener? E’ quello che organizza i meeting del gruppo?” Avrei voluto chiedere anche cosa fossero quei Board ma suonava come una cosa ancora più arcana.
“No, cioè sì, anche quello. Dovrò presiedere tutte le riunioni bisettimanali del gruppo Exotica. Ma sarò anche il leader effettivo del gruppo, dovrò rappresentarlo nei meeting generali, seguire tutte le tappe di ogni singola analisi del gruppo fino alla pubblicazione, eccetera.”
“Ah capisco.” Sembrava una cosa noiosa.
Ma Fulvio era eccitato, e ci teneva a farmi capire che dovevo esserlo anch’io.
“Romano, il nostro capo adesso diventa ancora più capo. Ed è un bel colpaccio, Exotica è il gruppo di analisi più grande in L3P, quello che pubblica di più.”
“Quali sono gli altri gruppi di analisi?”, chiesi.
Higgs Boson, QCD, Standard Model, Dark Matter, Heavy Ions… hmmmm, forse me ne sto dimenticando qualcuno.”
Bestiale intervenne: “C’è anche SUSY.”
“Ah già vero, SUSY. Ma pensavo lo volessero dissolvere, ormai?”
“Se ne parla, sì, visto che le ricerche di SUSY sono diventate poco popolari e il gruppo è ridotto al lumicino, ma riassorbirlo nel resto dell’organigramma non è banale. Sarebbe naturale farlo diventare un sotto-gruppo di Exotica, ma già Exotica è troppo grosso, sarebbe un casino.”
“In Dark Matter allora?”
“Eh ma ci sono ancora delle ricerche di SUSY che non hanno direttamente a che fare con la materia oscura, sarebbe un po’ forzato.”
Mi sentivo molto ignorante. Li interruppi: “Ma in che consiste esattamente il gruppo Exotica?”
“Beh, diciamo tutte le ricerche di segnali che non rientrano negli altri gruppi”, rispose ‘U Prufissuri. “Per esempio la nostra analisi delle particelle stabili cariche e massicce è in Exotica. Oppure le ricerche di buchi neri microscopici, o le Torri di Kaluza-Klein.”
“Ah capisco. Ma davvero questo è il gruppo che pubblica di più?”
“Eh già, è un segno dei tempi. Tanti si demoralizzano, le ricerche di Nuova Fisica tradizionali non trovano niente, quindi la gente o si getta sulle misure di precisione dei parametri del Modello Standard, nella speranza di trovare qualche deviazione seria dalle predizioni, oppure si butta su qualche angolino ancora poco esplorato. Il gruppo Exotica è dove si cerca l’inaspettato, dove si getta la rete più larga, diciamo.”
Fulvio chiamò il padrone del locale. “Ce lo porta del vino? Qui dobbiamo festeggiare, il Professore qui è sempre più una persona importante!”
“Ah, complimenti Professore! Abbiamo solo Tavernello, va bene?”, chiese il ristoratore.
Intanto ‘U Prufissuri si schermiva: “Ma che importante, che importante… Fulvio, ma non ti credere, lo sai cosa sono io… nuddu, ammiscatu cu nenti. Non sono nemmeno Professore Ordinario, titolo che alla mia età non si nega nemmeno ai più cretini… E questa convenership dura due anni, poi torno a essere uno dei peones.”
“Tavernello va benissimo”, rispondeva intanto Fulvio al proprietario.

Brindammo quindi alla convenership del gruppo Exotica, alla mia futura Beate Pauli Scholarship e alla Beate Pauli Fellowship di Fulvio; brindammo anche a Ginevra e poi brindammo al CERN.
Fulvio volle aggiungere “E brindiamo anche alle particelle stabili cariche e massicce, che hanno fatto guadagnare il finanziamento al nostro Sergione.”
“Eh ma ora vediamo di scoprirle, se no quelli della Beate Pauli mi prendono a coppini sulle orecchie!”
“Ma dimmi la verità Sergio, tu ci credi che esistano?”
‘U Prufissuri divenne pensieroso. “Se ti rispondo d’istinto… ti direi di no, che non mi aspetto nient’altro che mettere nuovi limiti, sempre più alti; e festeggiare pure, se i nostri limiti saranno più alti di quelli che metterà EAGLE. Ma credo ancora meno in tutte le altre ipotesi di Nuova Fisica che conosco. E d’altra parte sappiamo che il Modello Standard è incompleto. Quindi la Nuova Fisica esiste, questo è un fatto, punto. E allora perchè non cercare queste particelle esotiche anche se ci credono in pochi. Tanto, ciò in cui credono in tanti è altrettanto immotivato.”
Non resistetti a fare una domanda stupida: “Ma se esistono, e siamo noi a scoprirle, sarebbe una cosa da Nobel?”
Fulvio e ‘U Prufissuri risero.
“Sarebbe decisamente da Nobel, ma non penso che lo prenderemmo noi tre, anzi credo che non lo prenderebbe nessuno.”, disse Bestiale. “E’ così che funziona nelle mega-collaborazioni di fisica delle particelle: il merito è sempre condiviso, nulla è tuo, tutto è di tutti. Con l’unica eccezione dei concorsi e dei colloqui di lavoro – e anche lì dipende – guai se dici che un articolo è tuo perchè, per il mondo esterno, è e deve essere di tutti i 3000 che l’hanno firmato, in ordine alfabetico. E la cosa è volendo anche giusta, perchè quelli che buttano anni della loro vita a fare funzionare il detector, o il software, o altre cose noiose per il bene comune, se no non potrebbero vantare nessuna pubblicazione. Gli serve un incentivo. E però le regole del Nobel impongono che si identifichino al massimo tre persone che hanno avuto un ruolo cruciale in una particolare scoperta. Ed è così che nessuno ha mai vinto il Nobel per la scoperta sperimentale del bosone di Higgs, hanno dato il premio solo ai teorici che l’avevano previsto, ma non è possibile trovare tre fisici sperimentali più cruciali degli altri nella sua effettiva osservazione.”
“Ma non potrebbero cambiare le regole, per esempio per darlo anche a collaborazioni? Tipo L3P e EAGLE. Mi pare che il Nobel per la Pace sia stato vinto tante volte da organizzazioni, non solo da individui.”
“Sono due comitati diversi, con regole diverse. Sì, volendo potrebbero modificare le regole. Ma il problema è che se decidono di cambiare la regola sul numero di vincitori, o estendere il premio alle collaborazioni, il messaggio sarebbe troppo esplicitamente abbiamo deciso che l’anno prossimo lo vincono le collaborazioni L3P e EAGLE per la scoperta dell’Higgs nel 2012. Nella psicologia del Comitato Nobel questo è un tabù assoluto, il mondo deve rimanere con il fiato sospeso fino all’annuncio.”
Fulvio, inusualmente ilare, chiese “Ma secondo voi se prendo un Nobel è la volta buona che lo vinco, un concorso da ricercatore?”
Ridemmo. Bestiale con l’aria fintamente seria rispose: “Se non è esplicitamente menzionato nel bando come titolo preferenziale, te lo puoi scordare. E comunque ricordati la regola aurea, se hai più titoli dei commissari il concorso finisce malissimo!”

Fulvio si versò un altro bicchiere, con la mano sinistra essendo mancino. Mentre lo faceva si accorse che il bicchiere del Professore era vuoto, e con un gesto fluido torse il polso per versargli un altro po’ di quel liquido infame. Bestiale lo fermò con un perentorio “Stop!”
Fulvio lo guardò sorpreso, congelato nel suo gesto di cortesia, la mano sinistra che brandiva il recipiente ancora leggermente piegata all’indietro. ‘U Prufissuri spiegò: “Mai versare in quel modo, Fulvio. Mai. In quel modo lì, lo fanno i traditori.”

Ridemmo, e poi ridemmo ancora, cambiando varie altre volte argomento di conversazione prima di tornare in ufficio a faticare. Il ricordo di quella pausa pranzo all’aperto, sotto quel cielo così azzurro, mi fa sempre inumidire gli occhi dalla nostalgia.
Bestiale aveva ragione e torto: il Comitato Nobel non ha ancora mai cambiato le regole sul numero di beneficiari; ma a tempo debito, quando furono passati abbastanza anni e abbastanza polvere si era depositata, lo stesso Comitato non esitò a identificare e premiare le poche persone chiave per la scoperta delle particelle stabili cariche e massicce, per lo scorno e la rabbia del management superiore della Collaborazione L3P che spedì varie lettere aperte, e anche alcune lettere chiuse, in cui protestò veementemente per l’ingiusta attribuzione di un tale premio a solo lo 0.1% dei suoi membri (anzichè, per esempio, l’1% costituito dallo stesso management superiore.)
Sarebbe stato bello andare a Stoccolma noi tre, a ritirare il premio. Bestiale se lo sarebbe senza dubbio meritato, senza di lui nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Ma solo Fulvio e io eravamo elegibili al momento dell’annuncio, perchè un’altra regola che non cambieranno mai è quella per cui un Premio Nobel non può essere assegnato postumo. E dei due sopravvissuti, solo io sarei andato effettivamente in Svezia a stringere la mano al re, visto che Fulvio a quel tempo ormai non sarebbe più stato in grado di muoversi. Nè di ricevere stimoli esterni, e non seppe quindi mai l’incredibile notizia. Non poté mai verificare se il Nobel gli avrebbe portato finalmente fortuna nelle procedure di selezione comparative delle università italiane. La sua metà del premio fu tutta spesa dalla sua famiglia per saldare il debito accumulato con l’ospedale ginevrino in cui giaceva in stato vegetativo dal 2022.

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