1. Settembre Nero.

Il punto apicale di questa storia è senza dubbio, dal mio punto di vista, quello che chiamerò sempre il Grande Seminario del 2022.
Altri si riferiscono a quel momento come la Rivoluzione di Settembre, e so di almeno un filosofo della scienza che ama chiamare lo stesso periodo Settembre Nero.

Può sorprendere il lettore di oggi, che necessariamente conosce le profonde implicazioni di quella scoperta, che i giornali dell’epoca riportassero l’evento soprattutto per un fatto di contorno: il misterioso cambio di speaker. Il nostro clamoroso annuncio, l’accanita discussione che si protrasse fino a notte fonda nel Main Auditorium pieno come un uovo, l’eccitazione collettiva della comunità di fisica delle particelle, erano in secondo piano per la stampa generalista già il giorno dopo.
E ancora per molti giorni non sarebbe stato chiaro quanto i contorni della vicenda fossero ancora più loschi e che qualcosa di molto serio, forse tragico, era successo.
Al giorno d’oggi siamo rimasti solo io, la vedova e gli orfani (presunti) del mio mentore, il Professor Sergio Bestiale, a chiedere che si riapra l’inchiesta su cosa realmente accadde in quei concitati minuti prima dell’inizio della presentazione.

Questa storia inizia quindi da quel momento fatidico.

‘U Prufissuri, come molti nell’ambiente chiamavano scherzosamente Sergio, aveva brigato moltissimo per assicurarsi che l’annuncio fosse dato da chi aveva coordinato quell’analisi dalla A alla Z: lui.
Come team leader del minuscolo gruppo del Palermo Institute for Advanced Studies (PIAS) nella Collaborazione L3P, e come coordinatore del gruppo Exotica dell’esperimento, riteneva che ci fossero due forti argomenti a suo favore. L’ebbe vinta solo la sera prima del seminario pubblico al CERN. Nel frattempo, già da quando l’analisi aveva ottenuto l’approvazione finale del comitato di review interno e la decisione di annunciarlo in un seminario era stata presa, mi aveva chiesto di preparargli le slides.

Sebbene ‘U Prufissuri avesse un ruolo relativamente elevato nell’organigramma di L3P, la sua assegnazione come speaker era inusuale per un annuncio di questo livello. In occasioni simili i grandi esperimenti del CERN (e L3P condivideva con l’esperimento rivale EAGLE il record di più grande della storia, con più di 3000 membri attivi ciascuno) si facevano di solito rappresentare dai loro massimi vertici manageriali. Nel caso di L3P, questo avrebbe significato il tedesco Jan Wultz, lo Spokesperson di L3P, o l’italo-americano Teddy Adorno che ne era il Physics Coordinator.
Spokesperson significa letteralmente “portavoce”, ma nel gergo dei grandi esperimenti di fisica delle particelle elementari c’è un grande pudore a usare termini collegati al potere, e questo era il ruolo di massimo potere esecutivo, assegnato ogni 3 anni nel corso di una votazione in cui diritto di voto era dato solo a un leader per ogni istituto partecipante all’esperimento (un centinaio di laboratori e dipartimenti universitari sparsi su quattro continenti, ma soprattutto Europa e Nord America, partecipavano a L3P), con una vera e propria campagna elettorale che si svolgeva su quasi un anno. Solo un candidato che conciliasse una grande reputazione come fisico con una grande abilità nella politica accademica poteva aspirare realisticamente a questo ruolo.
Wultz era un grande “hardwarista”, cioè sapeva come progettare un rivelatore di particelle e dirigerne la costruzione, ma non era molto ferrato in tecniche di analisi dei dati o in fisica teorica. Teddy Adorno, di converso, era uno dei membri di L3P più stimati nella comunità di fisica delle particelle per la sua onniscienza su tutto ciò che considerava di sufficientemente alto livello, ma aveva notoriamente difficoltà a ricordarsi come fosse fatto nei dettagli il rivelatore L3P. ‘U Prufissuri sosteneva che per presentare questo risultato fosse fondamentale conoscere profondamente sia l’hardware del volume centrale del rivelatore sia le sofisticate tecniche di ricostruzione dei dati che avevamo sviluppato io e Fulvio Bonasera, un ricercatore post-dottorato al PIAS (e di fatto il mio supervisore giorno per giorno), specificamente per questa analisi.

Essendo i principali autori di quell’analisi, io e Fulvio, ottenemmo il privilegio di un posto riservato nel Main Auditorium, il luogo dove da alcuni decenni quasi tutti gli eventi più significativi della storia del CERN avevano avuto luogo. Ci fu comunque raccomandato di presentarci almeno tre ore prima, perchè c’era stata qualche fuga di informazioni e nessuno poteva garantirci che il nostro posto non fosse occupato con la forza da qualche teorico eccitato.
Wultz, nel suo ruolo di spokesperson, aveva inviato vari messaggi alla mailing list generale di L3P per ricordare (senza menzionare alcun motivo specifico) che le regole di buona condotta dell’esperimento imponevano riserbo completo su qualunque risultato non ancora pubblico, e aveva ricordato le conseguenze disciplinari che attendevano chiunque le avesse violate.
Ma tutti sapevano bene, dopo tanti anni di simili occorrenze, che era impossibile aspettarsi che tra i 3000 membri della collaborazione L3P nessuno si lasciasse scappare un commento a mensa o al pub in presenza di teorici o di membri degli esperimenti concorrenti. Vaghe descrizioni del risultato della nostra analisi erano apparse anche in commenti anonimi su alcuni blog di divulgazione scientifica, alimentando l’eccitazione collettiva degli appassionati di scienza e anche degli addetti ai lavori, compresi i membri stessi degli esperimenti all’LHC. In ogni caso, se anche qualcuno avesse mancato il rumour, avrebbe capito dalla tempistica che valeva la pena esserci: i seminari del CERN sono annunciati con pochi giorni d’anticipo solo quando la cosa è grossa.

E così alle 11 in punto, tre ore prima dell’inizio del seminario, Fulvio ed io lasciammo il nostro ufficio al building 400 del CERN, andammo alla mensa a prendere un panino e una coca cola ciascuno, poi ci indirizzammo verso il Main Auditorium, nell’edificio contiguo. Sorpassammo la coda che iniziava dall’uscita della mensa.

Mancavano 20 minuti all’inizio del seminario quando ‘U Prufissuri entrò nell’Auditorium. Io e Fulvio ci sbracciammo per farci notare, e lui fece un gran sorriso e cominciò a farsi largo tra le persone già sedute sulle scale per raggiungerci.
“Ma che ci fate qua in alto? Ma perchè non vi siete messi più avanti?”
“I posti erano già assegnati, i tizi alla porta ci hanno detto di cercare i posti con i nostri nomi.”
“Minchia che bel messaggio che si dà ai giovani, gli autori principali trattati come peones e invece l’Innominabile in prima fila… Ricordatemi di mandare una mail di protesta domani o dopodomani.”
La prima fila era ancora quasi tutta vuota, ogni sedia aveva un cartellino con un nome; giusto in quel momento un signore molto anziano con una gran zazzera bianca, arrivato gia’ una decina di minuti prima e che aveva passato quel tempo a stringere mani e dare pacche sulle spalle, si sedette su uno dei posti. Poco dopo arrivarono in blocco altre persone, quasi tutte anziane, dall’aria inusualmente seria per l’ambiente (gli uomini avevano tutti giacca e cravatta, le due uniche donne un completo austero.)

Il Direttore Generale del CERN (il fisico teorico sudamericano Agapito Schwammberger, per me inestricabilmente associato agli Angoli Invarianti di Odessa-Schwammberger che avevo studiato al quarto anno), dopo aver finito di stringere le mani a tutti i nuovi arrivati della prima fila, si guardò intorno con l’aria smarrita. Poi prese il microfono e disse “Sergio?”
‘U Prufissuri urlò “Sorry! I am here, I am here!”, e cominciò di nuovo a farsi largo tra le scale. I vari fotografi dei media autorizzati, che avevano ingannato il tempo da almeno un’ora prendendo foto a caso della gente nell’Auditorium, lo immortalarono a ogni singolo gradino.
Ma non era ancora tempo per annunciare l’inizio del seminario. ‘U Prufissuri doveva solo controllare che le slide fossero state caricate correttamente e che il microfono funzionasse.
Tutto funzionava perfettamente, mancavano ancora un paio di minuti, Schwammberger guardava l’orologio, il frastornante brusio dell’Auditorium si stava attenuando, l’aria era satura d’attesa. Sergio si carezzava lentamente le bretelle e osservava in alternanza, e sempre nello stesso ordine, la punta dei piedi, me e Fulvio, e poi lo schermo che mostrava solo la prima slide del suo talk. La slide conteneva uno sketch del detector L3P, il logo del CERN, quello del Palermo Institute for Advanced Studies, il titolo “Results of a Search for Heavy Stable Charged Particles with the L3P Detector at the Large Hadron Collider” e la scritta “S.Bestiale on behalf of the L3P collaboration”.

Proprio quando Schwammberger stava per portare di nuovo il microfono vicino alla bocca, fu interrotto da qualcuno fuori dal nostro campo visivo. Uscì dall’Auditorium. Il brusio riprese gradualmente, ma pochi minuti dopo aveva guadagnato parecchi decibel. Il calmo nervosismo d’U Prufissuri cresceva visibilmente, correlato al 100% col brusio. Ormai non guardava più il pubblico, gli dava le spalle e studiava con attenzione lo schermo e il suo microfono mentre si dondolava da un piede all’altro con una regolarità da metronomo, frequenza costante ma ampiezza crescente. Mi resi conto che era la prima volta da quando lo conoscevo che il suo linguaggio corporale tradiva ansia. Lo feci notare a Fulvio, che annuì. Lui lo conosceva da 10 anni.
Schwammberger tornò nell’Auditorium, era chiaramente imbarazzato, cominciò a parlottare con Sergio. Chiaramente non volevano che nessun altro sentisse, ma il brusio era così forte che c’era da chiedersi se riuscissero a capirsi ancora.
E a un certo punto, i due gendarmi entrarono. Non capii subito cos’era successo, mi fu poi detto che avevano spintonato i due segretari che fungevano da servizio d’ordine alla porta principale d’ingresso. ‘U Prufissuri arretrò, mentre Schwammberger diventava rosso dalla rabbia per l’inaudita offesa all’istituzione che rappresentava.
‘U Prufissuri si voltò, e notò qualcosa che non gli piacque. La notai anch’io: un altro gendarme era sulla soglia della porta d’ingresso simmetrica.
Seguirono pochi minuti di concitata conversazione tra uno dei primi due gendarmi (l’altro copriva la porta principale), Schwammberger e ‘U Prufissuri. Quest’ultimo alla fine sembrò tranquillizzarsi. Sergio chiamò lo Spokesperson e il Physics Coordinator di L3P vicini per coinvolgerli nella conversazione. Poi riprese a salire le gradinate, questa volta seguito da presso dal gendarme, e la folla dei gradini si fendeva spontaneamente adesso. Voleva parlarmi.
“Senti Romano”, disse mentre il gendarme a pochi centimetri da lui sembrava scrutarmi attraverso gli occhiali da sole, “sembra che qui ci sia un pochettino di casino… C’è stato un malinteso per una questione complicata da spiegare, comunque sembra che mi debbano parlare, vai a capire perchè. Gli abbiamo spiegato che il timing veramente non è ottimale, però niente.”
“Ma come? Ma allora il seminario è annullato?”
“No ma che annullato! Cioè io l’avrei spostato, tipo a domani così ho il tempo di spiegare per bene la situazione a questi signori sbirri” (aveva abbassato la voce sull’ultima parola), “però Schwammberger figurati se lo sposta… dice che è importante mantenere l’attenzione alta. Hai visto tutti i giornalisti che ha invitato… E senti a questo proposito ti volevo dire, visto che tu mi hai aiutato con le slide…”
“Vuoi che le presenti io?”
Improvvisamente sentivo che in qualunque momento avrei potuto cacarmi addosso.
Intervenne Fulvio: “Oh ma se è il caso posso anche farlo io il talk, eh?”
“Grazie Fulvio, comunque tu le slide non le hai viste, preferisco sia Romano. L’ho già detto a Wultz e Adorno e sono d’accordo.”
“Ma io mi sono fatto il culo in questa analisi! Ci butto sangue da prima che arrivasse lui!”
“Fulvio ascolta, veramente non è il momento. Faresti solo uno slide karaoke, sarebbe una cosa pietosa. Romano poi se lo merita, lo sai. La questione del segnale semi-regolare l’ha scoperta lui. E la calibrazione ad alta granularità temporale. Quella l’ha fatta lui. E non ti preoccupare per la visibilità, prenderai tu la parola nel Question & Answer ogni volta che Romano non sa la risposta e tutti capiranno che sei uno degli autori principali. Dopo me e Romano, chiaramente.”
Fulvio divenne livido, ma non disse altro. Discesi le scale, lasciai che qualcuno mi sistemasse il microfono sul colletto della camicia, e feci un enorme sforzo interiore per non panicare.
Schwammberger disse nel suo microfono “My apologies…” e il brusio si fermò di nuovo.
Nella frazione di secondo di silenzio prima che continuasse la frase feci in tempo a vedere ‘U Prufissuri che si voltava verso di me mentre varcava la porta scortato dai tre gendarmi, e mi faceva il segno del pollice in alto.

“My apologies for this unexpected diversion. Sergio has been summoned by the Geneva Police for some interrogation. We were not given any details, and we complained for the poor timing. But apparently there was no point in arguing. Our young colleague Romario Fa… – si voltò a guardarmi.
“Romano Favara”
“Thanks. Our young colleague Romario Favara kindly agreed to give the talk on his behalf.”
Ci furono applausi di incoraggiamento, fatto abbastanza inusuale. Sentivo il tump tump del cuore. Prima ancora che gli applausi si estinguessero, iniziai a presentare il lavoro della mia vita.

Annunci

4 pensieri su “1. Settembre Nero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...